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FARMACOLOGIA VETERINARIA
II Edizione
Copertina

Il libro di farmacologia veterinaria nasce come testo di base per gli studenti dei corsi di Medicina Veterinaria e, a 12 anni dalla prima edizione, i propositi che ne avevano motivato la redazione rimangono gli stessi. La terapia è un’arte che il medico perfeziona con l’esperienza ma è altresì un processo che si fonda sulla corretta identificazione del medicamento e che non può prescindere dalla conoscenza delle complesse interazioni tra i farmaci e l’organismo animale. Obiettivo del testo è dunque quello di mettere a disposizione degli studenti le basi scientifiche essenziali per approfondire gli argomenti trattati durante i corsi e per ampliare e consolidare le loro competenze nel campo della farmacologia ma è anche quello di fornire uno strumento di consultazione utile per la loro futura attività professionale. Il duplice ruolo di testo didattico e fonte di riferimento di questo libro, tuttavia, risponde non solo alle esigenze degli studenti ma offre riferimenti concreti anche a tutti coloro che gravitano nell’ambito delle scienze mediche veterinarie come specializzandi, dottorandi, liberi professionisti e veterinari impiegati nelle istituzioni pubbliche.

Chi, al contrario, da questa condizione è molto preoccupato è il gruppo di adulti, già genitori, autori di questo corso. Pensano ai propri figli, dipendenti dagli intercalari, e pensano all'attuale contesto scolastico che non prevede la minima formazione allo scrivere, né al dire. Imparare a esprimersi con autorevolezza è possibile; esistono regole che governano il dire, ben note fin dall'antichità. Cicerone, maestro di eloquio, definiva così i 3 obiettivi della retorica: movere, delectare, docere; interessare, emozionare, insegnare.

Di queste regole e di altri aspetti dell'eloquio parleremo in questa classe, anche attraverso numerosi esempi. Frequentare la classe sarà d'aiuto agli studenti a controllare il proprio modo di scrivere, di esprimersi e di comportarsi di fronte a qualunque pubblico, in modo tale da apparire autorevoli, per ottenere il massimo da ciò che sanno, e controllare il giudizio di chi li ascolta, evitando così di cadere nelle trappole tese dai sentimenti avversi, dalle emozioni e dai pregiudizi degli altri.

Gli studenti di questo corso impareranno a scrivere storie e a raccontarle al pubblico, sia questo composto da un insegnante come da una platea di amici. Se pensate che i temi dei vostri figli siano brillanti (o le vostre presentazioni! Come ve la cavate con lo scritto?) non avete bisogno di questo corso. Se, invece, al ricordo dell'ultimo tema avete alzato gli occhi al cielo in cerca di una musa pietosa che ispiri i vostri ragazzi, possibilmente prima della prossima verifica di italiano, una musa capace di far uscire dalle penne di chi amate (o dalle vostre), storie interessanti, avvincenti, autentici doni per chi ascolta, allora considerate questa classe: potrebbe essere una soluzione assai più pragmatica.

Perché vi parlo proprio di storie? Le storie sono un modo speciale di comunicare, in grado di mettere in contatto l'autore con il pubblico, di creare un legame forte fra chi parla e chi ascolta. Le storie sono un modo potente per connetterci con l'auditorium perché risuonano nel profondo degli esseri umani. Ma che cos'è una storia? Troppo spesso siamo vittime di quello che in classe chiamiamo "il pensiero egoista", un pensiero che pone l'oratore al centro della sua stessa riflessione (beh, del resto è la sua); il pensiero di chi ha sé stesso per protagonista probabilmente genererà una storia noiosa. Seth Godin, il guru della comunicazione, in un suo intervento durante una conferenza TED ha notato come le e-mail andrebbero spesso chiamate "me-mail". E, ahimè, il gigantesco numero di messaggi, di video, di testi spazzatura che riempie il web è una prova di questa asserzione. Lo "story telling" è di moda, ma una storia non è semplicemente un racconto, ci sono precise regole da seguire, e la prima e più importante è: "deve essere un dono, deve lasciare qualcosa a chi l'ascolta, qualcosa che possa portarsi via".
La farmacologia veterinaria, da quando ha cessato di rappresentare una semplice estensione della farmacologia umana, ha subito profonde trasformazioni che ne hanno consolidato la connotazione di disciplina indipendente, soprattutto per le peculiarità dettate dall’esigenza di considerare e interpretare le profonde differenze specie-specifiche che si possono presentare nelle risposte degli animali ai farmaci. Purtuttavia la farmacologia veterinaria conserva, nei contenuti e nelle applicazioni, strette analogie con la medicina umana e concorre, nell’ambito di un approccio multidisciplinare “One Health”, alla salvaguardia della salute dell’uomo, in particolare quando il farmaco veterinario è implicato nella gestione delle zoonosi, nella sicurezza alimentare e nella diffusione della farmaco-resistenza o quando rappresenta un elemento di impatto ambientale. Sulla scorta di questi presupposti, e in considerazione del fatto che lo scopo della farmacologia va oltre quello di fornire le basi per l’uso dei medicinali in terapia, questo libro vuole essere una sorgente di contenuti utili e applicabili anche in altri settori delle scienze investigative e applicate e può quindi essere punto di riferimento per professionisti come i farmacisti, i biologi e i biotecnologi o comunque per tutti i ricercatori che abbiano l’esigenza di consolidare particolari conoscenze nell’ambito di una farmacologia comparata specie-specifica. Gli obiettivi del testo hanno dettato la sua impostazione che riflette la convinzione che l’azione dei farmaci debba essere analizzata non tanto come mera descrizione di effetti e applicazioni quanto come una mediazione chimica in grado di alterare la complessa rete di segnali chimici e cellulari che sta alla base del funzionamento di ogni organismo vivente. Per questo motivo particolare attenzione è stata posta all’analisi dei meccanismi biomolecolari e dei processi cinetici che sottendono gli effetti delle differenti classi di farmaci, così come dei meccanismi fisiologici e fisiopatologici sui quali intervengono. Ciò permette di enfatizzare il legame che si realizza tra l’azione molecolare e cellulare e la varietà degli effetti benefici e avversi che si manifestano nell’animale in seguito all’impiego dei farmaci e di stabilire il corretto punto di vista per rimanere al passo con l’evoluzione scientifica e tecnologica della materia che porta allo sviluppo di sempre nuovi composti. Questo continuo e veloce turn-over di presidi terapeutici obbliga il medico a un costante sforzo di aggiornamento. Tuttavia, solo la conoscenza del meccanismo d’azione della classe farmacologica cui appartiene un nuovo agente può fornire il giusto punto di partenza per comprenderne le potenzialità così come solo la conoscenza delle sue caratteristiche cinetiche può permetterne un uso razionale e consapevole. Per facilitare la consultazione il testo è stato organizzato secondo la classica esposizione degli argomenti nei corsi universitari di Farmacologia e Chemioterapia veterinaria. Poiché l’azione dei farmaci può essere compresa solo nel contesto di ciò che accade nell’organismo animale, all’inizio di molti capitoli sono stati brevemente descritti i processi biochimici e fisiologici più rilevanti per la loro azione. Informazioni relative alla struttura chimica sono state inserite solo laddove potevano risultare utili per una migliore comprensione delle caratteristiche farmacodinamiche e farmacocinetiche dei composti che sono sempre stati identificati con il nome del principio attivo in quanto si è ritenuto inutile e diseducativo in questo contesto il riferimento al nome commerciale di un farmaco, consuetudine che può trovare un significato solo all’atto della sua applicazione clinica. La definizione dei dosaggi, infine, è stata circoscritta alle categorie di farmaci che non prevedono particolari esigenze di modulazione posologica dettate dalle condizioni d’uso, rimandando per queste informazioni ai testi ad indirizzo clinico. Nel complesso le integrazioni e gli approfondimenti rispetto alla prima edizione hanno comportato un cospicuo ampliamento del testo nel quale, tuttavia, si è fatto frequente ricorso all’inserimento di sezioni separate (come i Box o i Riquadri) per l’esposizione di argomenti a carattere speculativo/informativo non essenziali alla comprensione del discorso principale ma che possono essere utili sia per l’approfondimento dell’argomento sia sotto l’aspetto culturale. Sempre in quest’ottica l’elenco dei riferimenti di letteratura è stato ristretto al suggerimento di letture di approfondimento che possano rimandare a contributi e ad articoli originali specifici. Come nella precedente, anche in questa seconda edizione l’allestimento dei capitoli è stato affidato ad autori diversi. Grazie a questa scelta editoriale, la combinazione delle varie competenze ha permesso l’approfondimento di un vasto campo di argomenti nell’ambito di questa poliedrica disciplina e di conseguenza una particolare attenzione è stata posta nel cercare di uniformare le terminologie e gli stili espressivi inevitabilmente diversi di tutti coloro che hanno collaborato. Questa opera origina da un progetto ambizioso e, come ovvio, non tutti gli obiettivi si possono considerare pienamente conseguiti ma riteniamo che essa rifletta adeguatamente le conoscenze attuali e le ipotesi degli sviluppi futuri, rimandando alle prossime edizioni il compito di aggiornare puntualmente e fedelmente il progredire di questa affascinante disciplina. La nascita di un testo scientifico è resa possibile solo dalla amichevole collaborazione di editors che, lavorando nel mutuo rispetto, si impegnano nello sviluppo di una idea. In questo contesto è nostro desiderio dedicare un commosso e affettuoso pensiero al collega e amico Giulio Soldani, prematuramente scomparso, che vogliamo ricordare come un vivace sostenitore e promotore dell’idea di un testo italiano di Farmacologia Veterinaria e che è stato parte attiva per la nascita della prima edizione. Desideriamo infine esprimere il nostro apprezzamento e ringraziare il team delle Edizioni Idelson-Gnocchi che ha lavorato alla realizzazione di questo libro e che, con pazienza e cortesia, ci ha accompagnato e guidato in tutte le fasi del percorso editoriale che hanno permesso di concretizzare il nostro obiettivo.

Gli autori
ABOUT
C odcast Italia è il primo editore specializzato in progetti di comunicazione diffusa per via organica e dedicata a gruppi chiusi. Alè, la definizione ve l'ho data e..., lo so, non è mica tanto chiaro cosa si faccia qui in Codcast; dipende dal fatto che siamo diversi, che non esiste una categoria in cui inserirci, che siamo unici nel mercato dei comunicatori.
  Comprendere il nuovo richiede sempre un certo sforzo (io ci ho messo un bel po' a laurearmi!), eppure l’innovazione che proponiamo è antica come l'uomo e del tutto priva di segreti; il modello di comunicazione che applichiamo coincide perfettamente con il modo con cui noi esseri umani comunichiamo, in famiglia, con gli amici, con i colleghi di lavoro, con gli estranei: lo chiamiamo... “passaparola”.
  L'homo sapiens è "social by design", biologicamente dipendente dalle relazioni con altri esseri umani, come dimostrano i pochi eremiti esistenti sulla faccia della terra.

“passaparola”
  Codcast Italia comunica attraverso i social media: «anche noi», dicono in molti, in moltissimi in effetti. Noi lo facciamo nel modo più naturale, coinvolgendo le persone in iniziative interessanti, utili, degne di essere vissute e ricordate, e lasciando che la natura social di ognuno di noi faccia il suo corso e diffonda il messaggio attraverso il passaparola agli amici, volontariamente, coinvolgendoli in un modello espansivo esponenziale. La dico in modo diretto: «budget media zero» (dai, una delle poche varianti interessanti di budget-zero...).
  Comunichiamo in modo naturale perchè è così che le notizie si diffondono fin dalla notte dei tempi, per passaparola, che è il più efficace strumento di marketing da sempre. Comunichiamo in modo naturale perchè il passaparola funziona! Il nostro metodo si fonda sulla competenze di esperti comportamentali, antropologi, sociologi, psicologi e filosofi, tutti profondi conoscitori dell'homo sapiens e delle sue bizzarre attitudini, convinti sostenitori che l'irrazionalità governi la maggior parte delle nostre scelte, tesi questa che trova pieno supporto nella fisiologia del nostro cervello. Il nostro corrugato organo di governo, infatti, tratta il pensiero razionale in un'area, la corteccia prefrontale, del tutto distinta da quella deputata alle decisioni, il sistema limbico; in pratica, siamo capaci di complesse analisi, ma decidiamo come gli scimpanzé.

“sociologia”
  Oggi, che viviamo l'era dell'abbondanza della comunicazione, non c'è alternativa migliore al passaparola; i social media hanno consegnato nelle mani di ognuno di noi un microfono acceso e collegato, dandoci l'illusione che farsi ascoltare sia facile quanto parlare. Così tutti, ma proprio tutti, voi, i vostri concorrenti, i vostri amici, i loro parenti, sono scesi in questa caotica arena moltiplicando per infinito il volume dei messaggi; messaggi inviati, ma raramente ricevuti. I social media per primi si sono accorti di questa assurda condizione e hanno tentato di porvi rimedio inserendo sofisticati algoritmi valutativi nella speranza di dividere le notizie interessanti dalla spazzatura. E indovinate un po' come è stata classificata la comunicazione commerciale delle aziende?
  I social media hanno messo le aziende su una giostra dalla quale non possono scendere, e la giostra gira in tondo e non porta da nessuna parte; sulla giostra ci sono tutti i vostri concorrenti che dicono esattamente le vostre stesse cose, scendere equivale a favorirli. L'unico risultato di questa competizione è ricchezza per i social media e diffidenza dal pubblico.
  Se siete soddisfatti delle prestazioni del vostro marketing, se la direzione dell'azienda conferma la crescita, e i budget a disposizione della comunicazione aumentano, lasciateci perdere, stiamo dicendo stronzate. Ma se anche i vostri budget di comunicazione si stanno riducendo anno dopo anno, dovreste davvero riflettere sull'efficacia del vostro sforzo. Perchè lo scopo della comunicazione è vendere; La comunicazone efficace porta ricchezza, che alimenta i budget per portare più ricchezza. Oh, certo il mercato è avverso, ma nel mercato ci siamo tutti: campo bagnato, ma uguale per tutti.

“giostra”
  Smettiamo di nasconderci dietro alla “visibilità”: l'equazione visibilità=vendite non è più vera da quando la visibilità è diventata merce di poco valore e tutti l'hanno comprata per due spiccioli. Il pubblico - e tutti noi siamo pubblico - vede tutto, anzi vede troppo; se vogliamo tornare ad essere efficaci, se vogliamo che il marketing produca un risultato visible nel bilancio dell'azienda, bisogna trovare un approccio nuovo.
GRUPPO
Il gruppo è il contenitore in cui è possibile avviare dialoghi di lunga durata. Per convincere le persone a fare qualcosa, per guadagnare la fiducia e il rispetto delle persone serve tempo. E' davvero molto raro che un messaggio, nuovo, mai sentito prima, ci convinga ad agire al primo contatto. Questa superficialità del rapporto messaggio-persona è uno dei più grandi limiti del digital: è facile raggiungere un numero elevato di persone, ma è molto difficile raggiungerle ripetutamente, quasi impossibile instaurare un dialogo. I social media creano facilmente molti contatti fugaci.

“tempo”
  Noi di Codcast, consapevoli del caos che regna nel web, ci siamo da tempo specializzati nelle gestione delle complesse dinamiche dei gruppi. Confidiamo nella possibilità di isolare le persone in gruppi e di renderle partecipi e reattive coinvolgendole in progetti seri, fattivi e utili. Un gruppo coeso, motivato e indirizzato verso un obiettivo di comune soddisfazione possiede una forza esplosiva: lo sa bene ogni allenatore sportivo. Ecco, Codcast allena gruppi al conseguimento di obiettivi. Per riuscire in questo compito utilizziamo le nostre competenze in materia di scienze comportamentali, come fa, magari istintivamente, qualunque bravo coach.

“coach”